San donato: paura in metropolitana
Segnalazione di una ragazza.
Beh, è ormai noto che la metropolitana di San Donato sia frequentata da persone senza fissa dimora, tossicodipendenti e altri soggetti che possono creare situazioni di disagio e insicurezza. Ogni volta che si scende in metro bisogna prestare la massima attenzione, perché a volte si viene letteralmente accerchiati.
Oggi sono scesa in metro e un uomo, che sembrava essere sotto l’effetto di sostanze, sulla quarantina, con numerosi tatuaggi e piercing e con accento calabrese, stava già discutendo animatamente con un’altra coppia.
Terminata la discussione, è venuto vicino alle macchinette per l’acquisto dei biglietti e ha iniziato a salutarmi. Io inizialmente l’ho ignorato, ma lui ha insistito pretendendo che lo salutassi. L’ho salutato e ha iniziato a dirmi che ci conoscevamo di vista, chiedendomi poi dei soldi.
Quando gli ho risposto che avevo con me soltanto il bancomat, ha iniziato a borbottare e poi ha detto che sicuramente ci saremmo rivisti al mio ritorno e che sperava che avessi i soldi.
Infastidita dal comportamento, gli ho risposto che gli auguravo di trovare un lavoro, come tutte le persone civili.
A quel punto ha iniziato a dare in escandescenze, insultandomi pesantemente, sbattendo contro le strutture vicino ai tornelli e cercando di entrare mentre la gente usciva.
Io sono andata verso il gabbiotto dell’ATM e ho bussato, chiedendo di aprirmi. Ho sentito il rumore delle chiavi, ma l’addetto si era chiuso dentro.
Credo sia stata una delle situazioni più assurde e spaventose che mi siano capitate oggi. Sono una donna e, in situazioni del genere, ci si sente particolarmente vulnerabili.
La cosa che mi preoccupa maggiormente è la mancanza di controlli. In quella stazione, secondo me, servirebbe una presenza maggiore delle forze dell’ordine e del personale di sicurezza, soprattutto nelle ore più critiche.
Dopo lo spavento di oggi, sicuramente per un po’ farò molta fatica a prendere la metropolitana a San Donato.
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