Rogoredo, il boschetto della droga: tra siringhe, spacciatori e giovani vite da salvare
Milano, 8 giugno 2025 – Ieri pomeriggio abbiamo effettuato un sopralluogo nel tristemente noto “boschetto della droga” di Rogoredo, uno dei luoghi simbolo del degrado urbano legato allo spaccio e alla tossicodipendenza. L’obiettivo era documentare e denunciare ciò che quotidianamente accade tra quegli alberi, spesso nell’indifferenza generale.
Appena entrati, la realtà ci è apparsa drammatica e cruda: siringhe usate disseminate ovunque, spacciatori che si muovevano indisturbati e numerosi tossicodipendenti, molti dei quali visibilmente provati, intenti a iniettarsi eroina o altre sostanze stupefacenti. Alla nostra vista, gli spacciatori sono scappati, ma il quadro che ci si è presentato davanti non ha bisogno di parole: degrado, abbandono e disperazione.
Tra le persone presenti, abbiamo incontrato anche una giovane ragazza di 23 anni. Ci ha raccontato di essere lì per acquistare cocaina e di aver iniziato a drogarsi da circa due mesi, dopo aver vissuto una forte delusione sentimentale. Il suo sguardo era perso, ma ancora carico di umanità. Le abbiamo parlato, spiegandole che la droga non è una via d’uscita, ma solo una trappola che distrugge ogni possibilità di riscatto. Le abbiamo consigliato di rivolgersi a una struttura specializzata, dove potrebbe ricevere l’aiuto necessario per riprendere in mano la propria vita.
Quello che abbiamo visto a Rogoredo non può lasciarci indifferenti. Non si tratta solo di contrastare lo spaccio: serve un intervento serio, coordinato tra istituzioni, forze dell’ordine e servizi sociali. Serve prevenzione, ma anche ascolto e supporto per chi ha bisogno di aiuto. Perché ogni siringa a terra è una vita che si sta spegnendo. E ogni giorno che passa senza agire, è una responsabilità che ricade su tutti noi.
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