Modena, auto sulla folla: chi è Salim El Koudri



Auto sulla folla a Modena, chi è Salim El Koudri

È Salim El Koudri l’uomo fermato con l’accusa di aver investito e ferito sette persone nel centro di Modena a bordo della sua auto, una Citroën C3. Nato nel 1995 in provincia di Bergamo e di origini marocchine, risiede dal 2000 a Ravarino, nel Modenese. Laureato in Economia aziendale, al momento risulta disoccupato.

Secondo quanto riferito dalla prefetta di Modena, Fabrizia Triolo, dal 2022 era seguito dai servizi di salute mentale per disturbi della personalità, dopo che erano emersi segnali di alterazione psichica. L’uomo non aveva precedenti penali né risultava noto alle forze dell’ordine.

Attualmente è indagato per strage e lesioni aggravate. Durante l’interrogatorio del 17 maggio si è avvalso della facoltà di non rispondere. La convalida del fermo è prevista nei prossimi giorni.

I precedenti contatti con i centri di salute mentale

Secondo quanto emerso, El Koudri si sarebbe rivolto ai centri di salute mentale tra il 2022 e il 2024, senza però essere mai sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (TSO). La sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, ha spiegato che sarebbe stato lui stesso a interrompere il percorso terapeutico intrapreso.

Dalla perquisizione nella sua abitazione sarebbero inoltre emersi elementi descritti dagli investigatori come segnali di una forte instabilità mentale. Gli inquirenti, insieme ai servizi territoriali dell’Ausl di Modena, stanno cercando di ricostruire il suo quadro clinico.

L’ipotesi degli esperti

Lo psichiatra Alessandro Bartolino, professore ordinario di Psichiatria all’Università di Bari e direttore del Dipartimento di Neuroscienze, ha spiegato all’ANSA che, considerando lo stato di alterazione descritto dai soccorritori e l’assenza di sostanze psicotrope al momento dell’arresto, è possibile che l’uomo abbia interrotto l’assunzione dei farmaci.

Secondo l’esperto, questa eventuale sospensione potrebbe aver favorito la comparsa di deliri, allucinazioni o convinzioni persecutorie che avrebbero contribuito al gesto. Bartolino ha inoltre sottolineato che eventuali sintomi psicotici potrebbero essere stati già presenti durante il periodo di cura presso il Centro di salute mentale.

Lo specialista si è invece mostrato più prudente rispetto all’ipotesi di un disturbo schizoide di personalità, spiegando che questo tipo di disturbo è generalmente caratterizzato da isolamento sociale, ridotta emotività e scarsa propensione ai rapporti interpersonali.

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