Milano, chi denuncia i borseggi viene picchiato
Matthia Pezzoni, presidente del Comitato Sicurezza per Milano, è stato nuovamente aggredito dai maschi e dai capi delle borseggiatrici mentre si trovava con alcuni ragazzi alla fermata di Famagosta.
Tutto è iniziato in Duomo, quando Pezzoni è sceso in metropolitana e ha notato la presenza dei ragazzi e delle borseggiatrici sulla linea gialla in direzione Comasina. A quel punto, Pezzoni, insieme ad altri ragazzi, ha iniziato ad avvisare i passeggeri della metropolitana della loro presenza.
Successivamente, le borseggiatrici si sono spostate sulla linea rossa fino alla fermata di Cadorna, da dove hanno cambiato nuovamente linea prendendo la verde in direzione Abbiategrasso, fino ad arrivare alla fermata di Famagosta, dove sono scese.
A Famagosta, le borseggiatrici hanno iniziato a creare disordini, arrivando a prendere una bottiglia di vetro che, per fortuna, poco dopo hanno gettato a terra. In seguito si sono dirette verso il bus che porta a Rogoredo. Fino a quel momento, Pezzoni e i ragazzi hanno continuato ad avvisare i presenti della presenza delle borseggiatrici.
A quel punto il bus è partito e Pezzoni, insieme ai ragazzi, è rientrato in metropolitana dirigendosi nuovamente verso il Duomo. All’arrivo della metropolitana, tre uomini — uno dei quali indossava un giubbotto verde e sciarpa verde — si sono avvicinati a Pezzoni dicendogli:
“Sei tu quello dei video?”
Non c’è stato neanche il tempo di rispondere: Pezzoni è stato aggredito con due sberle al volto (nella foto, Matthia Pezzoni con il volto arrossato subito dopo l’aggressione). A quel punto, Pezzoni e i ragazzi sono scappati salendo in metropolitana e si sono diretti verso il conducente, chiedendogli di partire velocemente.
“Poteva finire peggio, per fortuna sono riuscito a scappare”, ha dichiarato Pezzoni.
Pezzoni non ha alcuna intenzione di cedere di un millimetro e continuerà a denunciare questa piaga sociale rappresentata dai borseggi.
“Se mi hanno aggredito, vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro”.
Rispetto agli anni precedenti, molte borseggiatrici non sono più presenti e si sono spostate verso l’aeroporto di Malpensa e in altre città come Firenze, Venezia e Roma.
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