Testimonianza sul picchiatore di porta venezia



Io e la mia amica, da via Lecco fino a quasi la fine di via Panfilo Castaldi, ce la siamo fatta a piedi.
Questo pazzo era in mezzo alla strada, mentre noi fortunatamente eravamo sul marciapiede.

Un ragazzo, probabilmente suo connazionale, appena lo ha visto avvicinarsi a noi, gli ha detto qualcosa nella loro lingua che lo ha fatto allontanare.

Saliamo in macchina (sempre lì, in via Panfilo Castaldi) e questo individuo continua a camminare in mezzo alla strada, proprio davanti alla mia macchina.
A un certo punto si ferma letteralmente sulle strisce pedonali.

Indossava un cappotto giallo acceso e in testa aveva una specie di calzino, sempre giallo.

Passano alcuni uomini, ma non fa nulla.
Poi passa una ragazza (probabilmente aveva appena finito il turno di lavoro) e, dal nulla, lo vedo prendere la rincorsa e tirarle un pugno fortissimo.
Io ero proprio dietro con la macchina, quindi ho visto tutta la scena chiaramente.

La ragazza, probabilmente per l’adrenalina, riesce a fare qualche metro. In quel momento io chiamo la polizia.
Fornisco ai carabinieri una descrizione super dettagliata del luogo e dell’uomo.

Mi rispondono dicendo: “Non siamo in zona, riuscite a seguirlo in macchina?”.
Avevo specificato che eravamo due ragazze da sole.

Nel frattempo, durante i tre minuti di chiamata, quel bastardo vede la ragazza accasciarsi, torna indietro e le tira dei calci fortissimi.

Io, nel panico, inizio a urlare e a suonare il clacson a tutto volume.
Lui si gira e viene verso di noi.
In quel momento ho sfrecciato via.

Sembrava impossessato.


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