Baby gang violenta sgominata a Ravenna: in carcere nove minori tunisini
Furti, rapine, spaccio di droga, aggressioni con spray al peperoncino e machete, fino a un tentato omicidio. È questo il pesante bilancio dell’attività criminale attribuita a una baby gang formata da nove minori tunisini non accompagnati, smantellata dalla Polizia di Ravenna al termine di un’articolata indagine. I giovani, tutti sotto i 18 anni, sono accusati di numerosi reati contro la persona e il patrimonio, oltre che di associazione per delinquere. Le misure cautelari sono state disposte dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Bologna.
Le indagini sono state avviate dalla squadra Mobile di Ravenna lo scorso autunno, dopo l’arrivo di un gruppo di minori stranieri collocati nelle comunità di accoglienza (CAS) del territorio ravennate a fine estate. Fin dai primi mesi, il loro comportamento aveva destato preoccupazione al punto che la Prefettura decise di chiudere una delle strutture che li ospitava, nel mese di ottobre 2024.
Violenza diffusa e tentato omicidio
I nove minori erano stati poi destinati ad altre strutture in diverse zone d’Italia, ma il ricollocamento non è mai realmente avvenuto: alcuni si sono allontanati prima dell’arrivo, altri subito dopo, tornando a gravitare attorno al territorio di Ravenna. Proprio in questa zona sono stati individuati come autori di diversi episodi violenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime erano spesso coetanei o operatori delle comunità di accoglienza, ma in alcuni casi anche appartenenti alle forze dell’ordine.
Tra gli episodi contestati spiccano una serie di furti e rapine avvenuti nella stessa serata lungo il litorale ravennate, e un grave tentato omicidio avvenuto alla fine di maggio nei pressi della stazione ferroviaria di Ravenna. In quell’occasione, un viaggiatore fu aggredito con colpi di machete alla testa. Non sono mancate aggressioni con spray urticante.
Trentaquattro capi d'accusa e legami forti all’interno del gruppo
La Procura per i Minorenni di Bologna ha formulato 34 capi d’accusa, tra cui: lesioni aggravate, tentato omicidio, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi, furti, rapine, ricettazione, detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e associazione per delinquere. I reati si sono concentrati soprattutto nella zona della stazione ferroviaria, sui treni e sul litorale.
Secondo gli investigatori, a legare i membri della baby gang sarebbero la comune nazionalità, le esperienze di vita complesse, le difficoltà di integrazione e una forte ostilità verso l’autorità. Tutti i minori risultano avere precedenti di polizia ed erano già destinatari di misure di prevenzione da parte del questore.
Tra i soggetti colpiti da misura cautelare figura anche il responsabile dell’accoltellamento di un 17enne avvenuto il 15 luglio scorso nel centro di Ravenna. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Ravenna, Parma, L’Aquila, Pescara e Caserta, dove alcuni minori erano stati temporaneamente trasferiti. All’operazione hanno preso parte anche il Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia, le unità cinofile della Polizia di Ancona e la Polizia Locale della Bassa Romagna.